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Parete con decorazione graffita


Soffitto a cassettoni con fregi dipinti


Un affresco nella sala grande al primo piano

Il restauro degli anni Novanta

Dichiarato inagibile dal Comune di Roma nel 1987 per seri problemi di statica dell'edificio, il palazzetto del Burcardo rimase chiuso al pubblico fino al novembre 1998.
I restauri iniziarono alla fine del 1995, partendo da alcuni interventi d'urgenza per il consolidamento dei soffitti, delle volte e di alcuni muri perimetrali. Nessun intervento particolare interess˛ la facciata, a parte la tinteggiatura per la quale fu scelto un intonaco graffiato di tonalitÓ violacea. Gli infissi ed le finestre in vetro soffiato con finiture in piombo, risalenti probabilmente al restauro del 1928, erano in per lo pi¨ in buone condizioni, e si intervenne soltanto su quelli danneggiati.
Pi¨ complessa e delicata fu l'opera di consolidamento delle volte, effettuata con iniezioni di malta cementizia e resine speciali. Gli ambienti del palazzetto furono ripavimentati in cotto, ad esclusione del corridoio d'ingresso, nel quale si mantenne la pavimentazione originale in cotto ad opus spicatum.
Il cortile, che presentava segni di forte degrado, fu anch'esso sottoposto a restauro. In particolare, scartata l'ipotesi di evidenziare il corpo della torre, si decise di mantenere l'edificio nell'attuale aspetto, frutto di una trasformazione storicamente significativa. Fu quindi restaurata la pavimentazione ad opus spicatum e vennero ritinteggiate le facciate interne, mentre la pregevole decorazione graffita del corpo di collegamento fu sottoposta ad un delicato intervento di restauro conservativo da parte di specialisti.
Il piano interrato, situato sette metri al di sotto dell'attuale livello stradale, richiese importanti lavori di bonifica per le infiltrazioni di acque piovane e di fogna che avevano allagato alcuni ambienti. Sotto il pavimento moderno fu rinvenuto, anche a questo livello, l'antico opus spicatum ancora in ottime condizioni, ed alcuni pozzetti di raccolta delle acque. Nel corso dei lavori, furono rinvenuti resti di mura romane, due vasche medievali, risalenti probabilmente all'antico monastero, ed antiche tubazioni in laterizio. Fu inoltre riportato alla luce il vecchio accesso alla torre, con i resti di un'antica scala perimetrale.
Il primo piano, che ospita il Museo Teatrale, Ŕ stato oggetto di numerosi interventi di restauro conservativo. Il salone principale, infatti, presenta sulla parete di destra due frammenti di affresco raffiguranti un paesaggio urbano di sapore orientaleggiante, che ha fatto ipotizzare una raffigurazione di Gerusalemme. Sulla parete opposta, sopra l'arco di collegamento con la sala attigua, Ŕ invece raffigurato un paesaggio collinare che la tradizione vorrebbe rappresentare il paese natale di Burckardt.
Le decorazioni del soffitto a cassettoni e i fregi sono probabilmente originali e presentano motivi romani di etÓ classica dal significato allegorico, assieme a stemmi di famiglie illustri. Fra questi, sono stati identificati due stemmi appartenuti ai Piccolomini, famiglia che aveva alcune proprietÓ nella vicina piazza Vidoni. Su una delle travi, inoltre, Ŕ raffigurata una colomba che tiene nel becco un nastro con un'iscrizione che pu˛ essere sciolta come "congruum tempus habes". Su una parete dell'altra sala Ŕ visibile invece un resto di affresco con un nudo classico.
Il secondo piano, che ospita gli ambienti della biblioteca, presenta anch'esso soffitti a cassettoni lignei decorati con fregi affrescati con fogliame e stemmi, che furono oggetto di restauri conservativi. Il lungo corridoio che corre sull'antico corpo di collegamento conduce alla sala di lettura, arredata, con alte librerie a ballatoio che corrono ai due lati della sala, e tavoli a quattro posti dotati di illuminazione e di prese di alimentazione per computer.
Fra il secondo e il terzo piano, l'ambiente della torre venne ripristinato con la rimozione dei servizi igienici collocati nel restauro del 1931. Una scala a vite in acciaio con gradini in peperino fu collocata dove un tempo si trovava l'antica scala lignea.
Al terzo piano furono riportati alla luce gli antichi accessi alla torre, uno dei quali funge ancora da accesso alla scala, mentre l'altro venne tamponato, ricavandone una nicchia espositiva. A questo livello, sono stati conservati e restaurati gli arredi della biblioteca realizzati al tempo del primo restauro.
Il quarto piano - originariamente terrazza del palazzetto - era stato chiuso e destinato ad abitazione del custode al tempo della proprietÓ Cartoni. Questi ambienti, bonificati e ritinteggiati, ospitano ora parte degli uffici della biblioteca. Il terrazzo sovrastante Ŕ stato interamente coibentato e ripavimentato.