Virginia Reiter nacque a Modena il 16 gennaio 1862 da una famiglia originaria della Stiria. Fu il padre Carlo, artigiano modenese, a modificare il cognome von Reiterer in Reiter.
A nove anni le fu affidato il suo primo ruolo da protagonista in uno spettacolo di beneficenza allestito presso il convento religioso che frequentava come educanda. Fu poi iscritta alla filodrammatica “Cuore ed Arte” sotto la presidenza di Felice Cavallotti, di cui alcuni anni più tardi avrebbe interpretato la Figlia di Jefte con tale successo che il lavoro le fu dedicato dall’autore.
All’età di 20 anni entrò a far parte della compagnia di Giovanni Emanuel, assumendo il ruolo di prima attrice giovane nel 1883 e di prima attrice assoluta nel 1887.

Divenne molto presto una figura di primo piano della scena italiana, grazie alle sue doti di grande espressività e ad un'affascinante femminilità che le permettevano di entrare facilmente in comunicazione con il pubblico.
Amatissima in Italia, fece lunghe tournées all’estero in Sudamerica e in Spagna tra il 1887 e il 1892.
Nel 1894-95 fu prima attrice nella compagnia Talli-Reinach, con cui interpretò parti soprattutto brillanti, tornando ad un repertorio prevalentemente drammatico nel 1895-99 con Claudio Leigheb e Flavio Andò.
Nel 1900-02 con Francesco Pasta formò la compagnia Reiter-Pasta, di cui facevano parte anche Luigi Carini, Cesare Dondini, Ermenegilda Zucchini Majone, Lyda Borelli.
Con quella compagnia mise in scena due dei suoi maggiori successi, Madame San-Gêne di Victorien Sardou e Emile Moreau e Messalina di Pietro Cossa. Il primo fu replicato così tante volte che la Reiter venne assimilata a Caterina, l’ingenua e spontanea protagonista della commedia. Il 29 aprile del 1913 l’attrice dichiarò, durante un’intervista, di aver interpretato quel ruolo 490 volte.

Le cronache del tempo fanno spesso cenno alle tonalità della sua voce:
"… di un metallo puro ha velature delicate ed inesauribile varietà di ritmi. E’ una musica composta di semitoni graduati con sapienza, quando sale alle note più alte e robuste, nella concitazione del dramma, si purifica e squilla come se non da una gola umana scaturisse, ma da bronzo percosso con una verga d’argento … "
(dal Piccolo Faust, 30 luglio 1913).

Formò poi compagnia con Luigi Carini con il quale rimase sino al 1915, anno in cui si ritirò dalle scene insieme a Ermete Novelli con una memorabile serata di addio al Teatro Dal Verme di Milano il 19 febbraio.
Ritornò a recitare tra l’ottobre del 1920 e il febbraio del 1921 per una tournée durante la quale riprese le sue interpretazioni più famose.
Si ritirò definitivamente prima a Firenze e poi a Modena, dove morì il 22 gennaio 1937.

La Reiter fu un’attrice completa e viene ricordata come interprete di un repertorio vastissimo, in cui passò con successo immutato dalla commedia alla tragedia alla pochade.


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