Da Piazza Pepe al Padiglione delle meraviglie

Il Teatro Jovinelli all'epoca dell'inaugurazione (1909)

Giuseppe Iovinelli

Contratto per il Teatro Jovinelli,
aprile 1910

 

Ancora ragazzo, Petrolini aveva mosso i primi passi fra i baracconi che allora popolavano la piazza, fra personaggi curiosi e pittoreschi - imbonitori, finti selvaggi e fenomeni di ogni genere- che più tardi gli forniranno l'ispirazione per la commedia Il padiglione delle meraviglie (1924).

A Roma, dopo pochi giorni, fui scritturato - su la parola, senza contratto scritto - a lire sei al giorno da don Peppe Jovinelli, a Piazza Guglielmo Pepe.
Piazza Guglielmo Pepe - ora completamente sparita - era, in quell'epoca, un enorme piazzale consacrato alle baracche dei ciarlatani; ed era il ricettacolo dei vagabondi e dei poveri guitti. C'era di tutto: perfino qualche cosa di interessante, se non di buono. Era un'accozzaglia di passatempi per tutti i gusti, uno più sollazzevole dell'altro, non escluso quello dell'alleggerimento simultaneo del portafogli e dell'orologio. La grande piazza ospitava ogni sorta di baracconi, dal tiro al bersaglio al museo anatomico, dal carosello al teatro dei galli che cantavano e ballavano prodigiosamente sopra una lastra di bandone.
(...)
Al Teatro Umberto agiva allora la primaria compagnia drammatica (così diceva il cartellone) di Gennaro Manzo. Il repertorio? Truce: "La vendetta del forzato", "Riccardo Cuor di leone", "Mastro Titta il boia di Roma", "Il pugnale rivelatore" e altre bazzecole del medesimo calibro. Come prova mi affidarono una particina insignificante nel dramma "L'assassinio del corriere di Lione".

(Modestia a parte)

Tornato dalla fortunata tournée in Sudamerica, Petrolini è scritturato da Giuseppe Jovinelli per il suo nuovo, elegante teatro di Piazza Guglielmo Pepe, inaugurato nel 1909 con uno spettacolo di Raffaele Viviani. Sono passati dieci anni dal debutto di Petrolini al Teatro Umberto, il vecchio teatrino di legno di Giuseppe Jovinelli.

Don Peppe Jovinelli - che ormai aveva nobilitata la Piazza Guglielmo Pepe costruendovi un teatro vasto e moderno - una sera venne all'Olympia a vedere se quello scupillo di Petrolini avesse fatto dei progressi. Tale fu la sua soddisfazione, che mi scritturò senz'altro a condizioni per me favorevolissime.
Ma, espletati due contratti con Jovinelli, l'impresa della Sala Umberto, in considerazione dell'utile che portavo al teatro, mi offrì un compenso superiore sobbarcandosi a pagare a Jovinelli medesimo la penale di 8.000 lire, a patto ch'io firmassi un contratto con l'esclusività per tre anni.

(Modestia a parte)


Foto di scena de Il padiglione delle meraviglie

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